idf / AR - il blog delle artiste #1 - Agriturismo Podere La Fornace

Siamo in residenza da tre giorni. Questo posto dona un sacco di pace e tranquillità, cosa per nulla scontata per il periodo storico che stiamo vivendo.

Sono molto contenta di aver già visitato due dei luoghi che assolutamente voglio toccare nella mia ricerca. Ciò che mi rende ancora più felice è aver trovato in questi posti quello che cercavo. Non è scontato. Nelle fasi di preparazione ad un progetto, spesso si immaginano cose che poi nella realtà non esistono o sono difficili da trovare. Io conoscevo poco l’Umbria, se non per brevi soggiorni nel passato, e in questi mesi di preparazione a casa ho studiato tantissimi miti e leggende legate a questa regione. Quelli che mi hanno colpito di più sono stati i miti legati a tre figure femminili, la ninfa Agilla, la ninfa Nera e la Sibilla Appenninica.

Si narra che quando sul lago Trasimeno si sente il vento è in realtà la ninfa Agilla che si dispera ed è alla ricerca del suo amato principe. Anche se mi hanno detto che il vento sul lago Trasimeno è abbastanza frequente, io, da “straniera”, non ne potevo avere la consapevolezza, e ieri quando siamo scese dalla macchina sulla riva del lago, la prima cosa da cui sono stata “investita” è stata una forte brezza, e per me questo è stata come una carezza. Ero emozionata dall’essere accarezzata dalla ninfa Agilla, che era alla ricerca del suo amato, e di cui tanto ho letto nei mesi scorsi.

Oggi invece alle Cascate delle Marmore ho avuto la prova di quello che vuol dire l’amore: un incontro potente e dalla forza devastante tra il fiume Velino (che la tradizione vuole essere il pastore Velino) e il fiume Nera (che altro non è che la ninfa Nera). Il loro è un amore, ostacolato dagli Dei, ma che è destinato a rinnovarsi per l’eternità. E oggi essere stata investita dalle loro lacrime tramite le gocce della cascata è stato un brivido di calore.

Domani andrò alla ricerca del terzo mito, mi metterò sulle tracce della Sibilla. Non so cosa aspettarmi, ma di una cosa sono certa, troverò qualche manifestazione della sua presenza. Non può che essere così.

La ninfa Agilla alla ricerca del principe Trasimeno.

Il pastore Velino raggiunge la sua amata ninfa Nera.

Luana Rigolli

 

Arrivo in una località nei pressi di Assisi un lunedì di marzo. Ad accompagnarmi, oltre al mio compagno di avventure Artù, la pioggia. La prima notte nelle campagne umbre è tenuta viva dagli incubi che non mi danno tregua. Immagini reali e contemporaneamente allucinatorie che compaiono e svaniscono senza sosta, fondendosi con il contesto circostante.

Continua a piovere anche il giorno seguente ed io non posso fare a meno di pensare all’acqua, che è assieme simbolo dell’inconscio e materia primaria di tutte le cose. All’acqua che, secondo gli studi di Bachelard, porta con sé immagini complesse. Poi penso alle immagini complesse che arrivano di notte, dopo giorni interi passati nei luoghi delle acque: Il Lago Trasimeno, le Cascate delle Marmore, la palude vicino alla camera, in cui è vietato bagnarsi perché fatta di acque profonde. Come se potessero inghiottirmi. Continuo a sognare catastrofi, mondi paralleli in cui prendono vita gli scenari peggiori. Ieri Valeria mi ha detto che in questo secondo lockdown lei si sente come se le avessero tolto lo spazio dei sogni, io invece penso che lo spazio lo sto riacquisendo, senza controllo e controvoglia, semplicemente seguendo le acque.

Jessica Raimondi

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