idf / AR - il blog delle artiste #2 - Agriturismo Podere La Fornace

Come è possibile raccontare fotograficamente un antico mito, di cui mancano completamente riferimenti storici sul luogo?

Mi sono fatta questa domanda quando leggendo la storia dell’Umbria sono rimasta affascinata da tutte le leggende che avvolgono i suoi territori. Il mio lavoro fotografico pregresso è quasi sempre stato di documentazione, e quindi mi sono sempre attenuta ad una ricerca molto “scientifica” dei fatti, luoghi e persone. La scelta di trattare il tema degli antichi miti dell’Umbria per la residenza di Incontri di Fotografia è stata per me un azzardo, un mettermi alla prova, cercare di vedere se sono in grado di lasciarmi andare a suggestioni, anche se non hanno quel fondamento scientifico e storico che ho sempre cercato nei miei lavori. Le residenze artistiche si fanno anche per questo motivo, per sperimentare temi, modalità e tecniche mai provate fino a quel momento. E così mi sono calata in pieno in questa opportunità per esercitare il mio occhio, ma anche la mia mente. Mi sono lasciata andare e devo dire che è stato piuttosto facile, più facile di quello che avrei mai immaginato. Mi sono fatta trasportare da tutto quello che potesse accadere, mi sono messa alla ricerca di tracce, e trovata una suggestione, e seguendola, immediatamente dopo ne trovavo altre.. è stata una caccia al tesoro, dove il tesoro non era nascosto poi così bene. Se per me è stato così semplice trovare elementi che possano essere ricondotti a questi miti, probabilmente queste leggende sono molto più reali di quello che si possa immaginare. Sono miti profondamente radicati nel territorio, così radicati da creare confusione tra realtà e immaginazione.Oppure mi piace anche pensare che la ninfa Agilla, la ninfa Nera e la Sibilla con le sue fate mi abbiano presa in simpatia e dai loro regni pilotavano le mie ricerche gioendo quando mi facevano trovare una barca affondata oppure un’apertura nel terreno che potesse sembrare una faglia che tanto ho cercato, oppure ridendo tra sé quando mi facevano piccoli dispetti innocui, come facendomi affondare i piedi nell’acqua delle paludi del Trasimeno oppure facendomi sorprendere da una leggera nevicata non prevista sulla piana di Castelluccio.

Tutto questo per dire che sono molto contenta, sono contenta di aver osato, e anche di essere riuscita nel mio intento. Grazie alle mie Ninfe, alle Fate e alla Sibilla, e grazie a Valeria Pierini che ha voluto questa residenza, insieme a Samuel Proietti e Agriturismo Podere la Fornace di Assisi.

Luana Rigolli

Così come ho iniziato ho smesso, improvvisamente, di sognare. Le inquietudini dei primi giorni si sono assopite e smussate lasciando spazio alla calma e al sonno profondo, senza ricordo né luogo, senza immagini, sono precipitata sul fondale del lago, dopo averne attraversato le correnti. Poi, gli ultimi giorni, l’acqua mi ha risputata fuori, creando nuove forme mescolate a vecchi ricordi, lontani ed insignificanti, ha partorito un nuovo immaginario inesistente e parallelo alla realtà. Ora ho le squame e posso prendere spazio e navigare nella pancia del lago, senza annegare, posso respirare, con le branchie come se fossi un pesce. Sono in un dedalo da cui è impossibile uscire, trovare la soluzione, solo nuotare lasciandosi trascinare.

Jessica Raimondi

 

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